In occasione della Festa di Cristo Re viene diffuso un messaggio di speciale vicinanza ad anziani e ammalati.

A tutti gli anziani ed ammalati della Parrocchia

Carissimo, carissima,

eccoci giunti all’appuntamento annuale con la festa di “Cristo Re”, momento importante per rinnovare la nostra fede e la nostra appartenenza alla Comunità parrocchiale, traguardo atteso con il desiderio di condividere occasioni di riflessione e di fraternità.

Come sempre il lato malinconico sarà la vostra assenza; ma soltanto quella fisica, perché sapete bene quale posto occupate nel nostro cuore, pronto a spartire con voi ogni profonda esperienza e ogni vera emozione.

Il tema della festa di Cristo Re quest’anno è riassunto nel seguente titolo: “Passio Christi – Passio Hominis”, ossia la passione di Cristo e/è la passione dell’uomo. Nelle tappe di riflessione e di preghiera che vivremo in questa ricorrenza che conclude l’Anno Liturgico, potremo contemplare la bellezza che trasfigura il dolore, l’amore che vince la morte, il mistero della salvezza raccontato dalla musica… prendendo ispirazione dall’artistica Via Crucis presente nella chiesa parrocchiale fin dal 1967, opera dello scultore piemontese Giovanni Cantono.

Sappiamo bene come le difficoltà della vita siano spesso pane quotidiano, soprattutto per voi, anziani ed ammalati, che rivivete la Via Crucis nel corpo e nel cuore: dove però la sofferenza, nobilitata dalla fede, acquista risvolti di inaudita dolcezza e credibilità.

La cultura del mondo vede la vita come un fiore, che al mattino germoglia e alla sera appassisce. Ma Gesù ci offre un’altra chiave di interpretazione: il cammino dell’esistenza, passando di stagione in stagione, va verso un compimento, una meta che termina nell’eternità e, se il corpo, alla sera della vita non obbedisce più come e a ciò che vorremmo, lo spirito può continuare ad immergersi nella luce trasfigurante di Dio. Non dimentichiamoci che le anime dei giusti, come i fiori del campo, profumano maggiormente quando viene la sera!

È sempre più difficile trasmettere ciò che sentiamo per voi, senza cadere nella banalità e nella retorica delle frasi fatte o ripetute. La preziosità che voi rappresentate è purtroppo rinchiusa nello scrigno della vostra dimora dove però parenti, amici, ministri della Santa Comunione che hanno il privilegio di entrare, possono testimoniare quanto viva sia la vostra attenzione per la nostra Comunità e per tutto quanto in essa succede.

Avvicinarci a voi è sempre arricchente: sapete insegnarci il valore della pazienza, della gratitudine, dell’abbandono cosciente e fiducioso al disegno di Dio e alla sua paterna provvidenza.

“Sono certo di contemplare la bontà del Signore, nella terra dei viventi” dice il Salmo 26: Gesù non è venuto a toglierci dai dolori, dai problemi e dalle difficoltà che costellano le nostre esistenze, ma è venuto a condividere con noi e a salvarci nelle fatiche, nelle solitudini e nelle afflizioni.

Maria, madre di Gesù e madre nostra, sia per noi compagna di viaggio in ogni tornante della storia, soprattutto in quelli oscuri che spesso la vita ci riserva.

Con grande affetto!

Don Claudio, Don Mario
e la tua Comunità parrocchiale