Venerdì 9 Ottobre alle ore 21 in sala Ordet una serata-evento di parole e musica promossa dai giovani under 35 impegnati in esperienze di “abitare solidale” sul territorio di Alba, tra gli organizzatori anche i volontari residenti della Casa di Accoglienza di via Santa Barbara. 

Racconti e riflessioni si alterneranno alla “musica dal mondo” dell’orchestra giovanile Babayetu. Sarà un’opportunità per ascoltare la voce di chi vive “da dentro” l’accoglienza di chi è più fragile.

Oltre alla casa di via Santa Barbara tra gli organizzatori ci sono  l’housing sociale “Casa Pina” di Cooperativa Alice, il progetto Inter Aequalis dell’Associazione Lucio Grillo, la Casa di accoglienza dell’Associazione Marta e Maria. La serata nasce dalla collaborazione e dal lavoro comune nato a partire da un precedente incontro, organizzato all’inizio del 2019.

A seguito di questa prima presentazione, è stato costituito un gruppo informale che raccoglie i giovani e i responsabili delle strutture di accoglienza. Il gruppo si incontra ricorrentemente durante l’anno per condividere le esperienze in corso, far tesoro di ricchezze e difficoltà superate, accompagnare il passaggio di testimone da un portiere sociale all’altro.  Alcuni dei ragazzi che hanno già fatto questa esperienza hanno avviato nuove associazioni, investito tempo ed energie in progetti educativi o di accoglienza, oppure hanno deciso di mettere su casa ma “con la porta aperta”. E spesso continuano a supportare dall’esterno le associazioni che li hanno ospitati.

La serata del 9 ottobre sarà un’occasione per rivedersi, coinvolgere nuovi giovani e riflettere con ragazzi e adulti su questa forma di volontariato “in crescita”.

L’iniziativa è gratuita e aperta a tutti, fino a esaurimento posti, nel rispetto delle disposizioni in materia di contenimento della diffusione del Coronavirus.

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Alcuni dettagli sui portieri sociali/volontari residenti:

Chi sono i portieri sociali/volontari residenti ? Si tratta di adulti che hanno deciso di condividere tempi e spazi abitativi con persone in situazione di fragilità: disabili, migranti, nuclei familiari o donne sole in difficoltà. In questo momento, molti di loro, sono giovani under 35 che vedono in queste esperienze di buon vicinato un’opportunità di crescita personale, di autonomia abitativa ma anche come un’occasione per dare il proprio contributo a una città inclusiva e solidale.

La presenza di volontari residenti crea un clima di condivisione e aiuto reciproco, è un sostegno alla cura e custodia dei luoghi, offre anche a chi è ospitato un esempio di gratuità e cittadinanza responsabile.

Quanto tempo dura l’esperienza di portierato sociale per i giovani? Tutte queste realtà prevedono progetti di un anno in cui i portieri sociali/volontari residenti vivono all’interno di strutture solidali mantenendo il proprio lavoro o gli impegni di studio. Condividono con gli ospiti la cura e la gestione degli spazi comuni e promuovono momenti di scambio, di socializzazione, di aiuto reciproco.

Vengono formati e accompagnati nel percorso da figure adulte (volontari o operatori). In alcuni casi versano un contributo per l’uso dello spazio abitativo.

 

 

 

 

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