In occasione della Festa di Cristo Re viene diffuso un messaggio di speciale vicinanza ad anziani e ammalati.

A tutti gli anziani ed ammalati della Parrocchia

 

Carissima, carissimo,

non lasciamo passare la festa della nostra Comunità senza farvi giungere un pensiero affettuoso che vorremmo vi accompagnasse sempre.

Quest’anno la Festa di Cristo Re cade nel momento culmine della seconda ondata della terribile pandemia che sta facendo sperimentare a tutti la dolorosa situazione di solitudine e di isolamento che voi spesso già vivete nella vostra quotidianità.

Per voi, purtroppo, si verifica un ulteriore aggravamento, poiché molte persone care ed affezionate sono impedite ad incontrarvi. Io stesso, e i ministri straordinari della Santa Comunione, abbiamo sospeso le visite periodiche nelle vostre case per timore di contagiarvi. Vi accompagniamo nel ricordo e nella preghiera, ma siamo consapevoli che l’incontro personale ha un impatto molto più intenso e ci spiace non potervelo dimostrare.

Spesso penso a voi quando sento maggiormente la pesantezza di questa chiusura, ai sentimenti che provate, solitari nelle vostre case, ma, ricordando i vostri sorrisi e i vostri gesti accoglienti, trovo motivi di speranza.

Mi auguro che la prova che stiamo attraversando tocchi la sensibilità di ognuno e ci aiuti ad esprimere il positivo che abita in noi e ci porti a sentire, come chiede papa Francesco, che siamo “tutti fratelli”.

Pur condizionati dalle limitazioni imposte dal virus, in occasione della solennità liturgica di Cristo Re abbiamo voluto in qualche modo “fare festa” con momenti di riflessione e di preghiera e nella solidarietà.

Per la scelta del tema, quest’anno abbiamo preso ispirazione da un’icona raffigurante la Madonna con il Bambino che successivamente sarà posizionata nella Cappella del Santissimo. Si tratta di un’immagine molto antica dipinta su legno; dal capo di Maria e di Gesù, un tempo, furono “strappate” le corone, probabilmente di metallo prezioso. Un re senza corona, capace di dare forza morale e speranza a chi lo cerca, esprime visibilmente l’umiltà di Dio e la sua prossimità a chi è nella difficoltà e nella sofferenza. E ci ricorda la verità del nostro stesso essere umani: creati ad immagine e somiglianza di Dio, ma tratti dal suolo: uomo, humus, umile terra.

Naturalmente, quest’anno, non sarà possibile incontrarci per il pranzo comunitario, così abbiamo pensato di invitare chi vuole e chi può a destinare l’importo del pranzo al fondo della Caritas parrocchiale alla quale giungono costantemente molte richieste di aiuto.

Ci auguriamo che l’isolamento in cui siamo costretti a vivere finisca a breve. Cerchiamo, quando è possibile, di compensarlo utilizzando i mezzi che la tecnologia mette a nostro servizio per mantenere le relazioni a distanza.

Sarebbe bello che chi lo desidera e lo può fare scrivesse i propri sentimenti in questo difficile momento. Se riuscissimo a disporre di materiale interessante potremmo pubblicare un libretto di “Riflessioni nel tempo della pandemia”.

Offriamo a Dio la nostra fatica e la nostra preghiera, restando uniti con la mente e con il cuore, in attesa di poterci di nuovo incontrare ed abbracciare personalmente.

Don Claudio,

anche a nome di don Mario e della Comunità tutta

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